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Lunedì, 13 Luglio , 2020
Liti fiscali per 41 miliardi, ma senza pc
Ivan Cimmarusti - Il Sole 24 Ore - pag. 2
Quasi tutte le Commissioni tributarie italiane presentano carenze dell’infrastruttura informatica e sono dunque impreparate ad affrontare la nuova video udienza ‘a regime’ prevista dal decreto del Dipartimento delle Finanze del Mef. Il paradosso è che nel corso del lockdown la giurisdizione tributaria è stata l’unica – rispetto al civile, al penale e all’amministrativo – a non aver avviato udienze ‘da remoto’ con inevitabili svantaggi per contribuenti ed Erario. Una lacuna arginata solo dal Consiglio di presidenza della giustizia tributaria (Cpgt), l’organo di autogoverno, con una serie di linee guida dedicate ai giudici per aggirare l’impossibilità di svolgere udienze pubbliche per il rischio epidemiologico, come per esempio il contraddittorio ‘documentale’, ossia il deposito di memorie. Ad oggi sono poche le giurisdizioni capaci di assolvere alla video-udienza. Molte sono prive degli strumenti informatici altre ancora mancano di assistenza (personale qualificato) o di connessione.

Cessione dei bonus: il tax credit affitti oggi apre la partita
Giovanni Parente e Gian Paolo Ranocchi - Il Sole 24 Ore - pag. 3
Le difficoltà economiche legate all’epidemia sanitaria possono portare alla nascita di un vero e proprio mercato dei crediti fiscali. La spinta è arrivata dal decreto Rilancio che dopo il via libera della Camera attende l’ok definitivo del Senato. Se la misura più grande è rappresentata dal superbonus del 110% con la cessione delle detrazioni per i lavori domestici, compreso lo sconto in fattura, l’anticipo è rappresentato dal tax credit sugli affitti commerciali. Da oggi scatta, infatti, la possibilità per negozi e botteghe, ma anche per ristoranti ed alberghi di trasferire ai locatori il credito d’imposta maturato sui canoni di marzo, aprile e maggio e avere così uno sconto sull’importo dovuto. A questa misura seguirà il tax credit per l’adeguamento degli ambienti di lavoro, per la sanificazione dei locali e per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale (Dpi). Per l’adeguamento degli ambienti di lavoro il credito potrà essere ceduto dal 1°ottobre 2020. Più complesso, invece, il discorso per gli altri due casi perché sono previsti più step: dal 20 luglio si dovrà comunicare le spese ammissibili, poi si procederà alla cessione.

Vale il contratto registrato ma il coworking si può sanare
Mario Cerofolini e Lorenzo Pegorin - Il Sole 24 Ore - pag. 3
Solo in presenza di un contratto registrato è possibile usufruire della cessione del credito affitti. E’ quanto emerge dai ‘requisiti tecnici’ previsti dal provvedimento che detta le linee guida per la cessione del credito d’imposta botteghe e negozi di cui all’art. 65 del decreto ‘Cura Italia’ e del credito d’imposta per locazioni di immobili ad uso non abitativo e affitto d’azienda di cui all’art. 28 del decreto Rilancio. Per i contratti di locazione e di affitto d’azienda la registrazione è un obbligo la cui mancanza genera la nullità del contratto. Ciò non vale per i contratti di servizi a prestazioni complesse. Pensiamo, ad esempio, ai contratti di coworking. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che non si tratta di un contratto di locazione immobiliare, ma di un diverso contratto contenente unicamente disposizioni soggette ad Iva. La registrazione deve avvenire entro 30 giorni dalla data della stipula, ma questo termine non è perentorio. E’ possibile infatti sanare il contratto ex tunc se si provvede alla registrazione dello stesso, anche se tardivamente rispetto al termine dei 30 giorni.

Lavori in casa gonfiati o fittizi, quando il superbonus fa reato
Antonio Iorio - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 15
L’indebita fruizione del credito d’imposta al 110% sarà severamente punita e comporterà conseguenze penali tributarie assai gravose. Certamente i controlli saranno maggiori e giocoforza le contestazioni. Tre le situazioni illecite: lavori non fatti; importo dei lavori sovrafatturati e lavori posti in essere da soggetti differenti. Il primo caso è caratterizzato da una connivenza illecita tra la ditta esecutrice dei lavori, chi li riceve e gli attestatori. Il secondo concerne lavori effettivamente eseguiti ma con costi sovrastimati per fruire di un maggiore credito d’imposta. Il terzo si realizza quando chi esegue i lavori non è l’impresa che fattura. Per chi emette fatture per opere non realmente eseguite sono previsti fino a otto anni di carcere. Rischia il reato di dichiarazione fraudolenta chi detrae in dichiarazione l’imposta. Se invece si tratta di persona fisica (non di soggetto Iva) si configura il concorso di colpa. Naturalmente chi ha utilizzato il credito d’imposta (ad esempio la banca) non rischia nulla se ignara degli illeciti penali commessi. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Un superbonus per (quasi) tutti: onlus, condomìni, seconde case’ –pag. 2

Uso indebito oltre i 50mila euro
Laura Ambrosi - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 5
In caso di illecita fruizione del bonus concernente il reato di indebita compensazione di crediti inesistenti si aggiungono le conseguenze penali se l’importo compensato supera i 50mila euro. Per l’indebita compensazione è prevista la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni. Se il soggetto fruitore della compensazione è estraneo all’illecito non vi è alcuna conseguenza penale. E’ il caso dei terzi che ricevono in buona fede il credito. Per l’eventuale concorso nel reato sarebbe necessaria la consapevolezza o la partecipazione volontaria all’illecito. Inoltre, l’operazione oggettivamente o soggettivamente inesistente potrebbe comportare anche l’eventuale contestazione della truffa aggravata ai datti dello Stato, stante le false fatturazioni. Per far valere le proprie ragioni l’interessato dovrà affrontare un giudizio con i relativi costi. Per di più, simili contestazioni hanno anche un gravoso risvolto tributario ( sanzione dal 100 al 200% del credito). Visto lo scopo del superbonus l’auspicio è che la misura non si trasformi in contestazioni fondate solo su presunzioni prive di concreti indizi e riscontri di fraudolenza.

Forfettari, slalom tra i requisiti per ottenere gli aiuti anti Covid
Ernesto Gatto e Giorgio Gavelli - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 16
I decreti emergenziali hanno introdotto varie forme di sostegno a favore di imprese e professionisti. pensiamo ai crediti d’imposta, ai contributi a fondo perduto, alle indennità. Le misure sono state pensate per contribuenti con contabilità strutturata e questo ha messo in difficoltà i forfettari. Sarebbe stato meglio che il legislatore avesse pensato anche a loro, se non altro perché le gravissime sanzioni poste a carico di chi sbaglia avrebbero richiesto maggiore attenzione in fase esplicativa. Per quanto concerne il contributo a fondo perduto contano le fatture emesse nel corso dei due mesi posti a raffronto (aprile 2020 su aprile 2019) e non il loro incasso. Sugli altri tax credit i contribuenti forfettari sono chiamati a calcolare l’importo del beneficio spettante tenendo conto dei meccanismi che caratterizzano il loro regime; non rileva il criterio in cui le spese vengono dedotte.

Salvo il credito d’imposta con spese R&S ‘dimenticate’
Paolo Meneghetti - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 16
La disciplina del credito d’imposta R&S è stata oggetto di plurime modifiche negli anni. L’ultimo radicale cambiamento si deve alla legge di Bilancio 2020 in cui si è passati da un calcolo incrementale ad un calcolo volumetrico, cioè applicando l’aliquota del 12% o del 6% alle spese sostenute nel 2020. In merito alle spese per ricerca e sviluppo sostenute in annualità precedenti non rilevate in bilancio né nel modello Redditi, va tenuto conto della legge 145/18 che ha introdotto adempimenti formali a far data dalle spese maturate nel 2018. Per usufruire del credito d’imposta è necessario che sia adempiuto l’obbligo di certificazione della documentazione contabile. Inoltre, il credito d’imposta potrà essere portato in compensazione l’anno successivo a quello di sostenimento delle spese. Per contabilizzare oggi un credito maturato allora sono due le modalità: rilevazione del credito d’imposta nel conto economico dell’esercizio in cui lo si vuole far emergere oppure, rilevare una correzione di un errore contabile di competenza con diretta imputazione a patrimonio netto di una maggiore riserva.

Dai controlli al modello Redditi il recupero si completa in tre fasi
P.Me. - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 16
Contabilizzato il credito d’imposta vanno risolte tre questioni: le omissioni relative alla certificazione contabile; il nodo della certificazione da allegare al bilancio; l’indicazione nel quadro RU. In merito al primo punto, fino al 2017 le società sottoposte al controllo legale dei conti potevano omettere l’adempimento diventato obbligatorio per le spese maturate dal 2018 in poi. Per le società non sottoposte al controllo legale dei conti l’obbligo sussisteva anche prima del 2018. Sempre a far data dal 2018 è possibile iniziare la compensazione del credito d’impresa nel modello F24. La certificazione da allegare al bilancio non significa che costituisce un documento da depositare al Registro imprese ma solo che va conservata ed esibita in caso di richiesta. Non costituisce comportamento meramente sanzionabile ma solo violazione formale il fatto che essa non sia stata materialmente redatta entro l’approvazione del bilancio riferito all’esercizio di esecuzione delle spese di ricerca. In merito al terzo punto, il quadro RU va compilato anche negli anni successivi per monitorare l’effettivo utilizzo. Nella sezione I del quadro RU va indicato il credito spettante e il suo utilizzo negli anni successivi. Nella sezione IV vanno riportati i dati per i conteggi, cioè la media storica 2012/2014 e le spese per ricerca distinguendole tra intra muros ed extra muros.

La detassazione dei premi di risultato scatta con obiettivi stabiliti in anticipo
Aldo Bottini e Diego Paciello - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 17
L’Agenzia delle Entrate ha dedicato la risoluzione 36/E del 26 giugno 2020 alla detassazione dei premi di risultato dopo i dubbi emersi a seguito della risposta a interpello 456 del 31 ottobre 2019 che sembrava aver introdotto un sistema di prorata sull’applicazione dell’imposta sostitutiva del 10% ai premi di risultato. Il documento di prassi amministrativa ha chiarito che la data di sottoscrizione del contratto aziendale che istituisce un premio di risultato non ha necessariamente effetti sulla determinazione in sede di erogazione, dell’ammontare del premio agevolabile. Infatti, posto che la norma prevede come condizione essenziale che il premio debba essere variabile, la risoluzione ha stabilito che non vi è alcuna data ultima oltre la quale le aziende possono sottoscrivere l’accodo e applicare la tassazione sostitutiva. Sono due i presupposti affinché un premio di risultato possa godere dell’agevolazione: la sua incertezza alla data di stipula dell’accordo e il collegamento al conseguimento di un risultato incrementale.

Così il cliente corregge la fattura irregolare
Matteo Balzanelli - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 20
L’Aidc, nella norma di comportamento 209, afferma che in caso di fattura irregolare il ricevente deve dialogare con il fornitore. Sulla stessa linea l’Agenzia delle Entrate. Il confronto può essere utile perché potrebbero non esservi errori; inoltre, se entrambi decidessero di regolarizzare la violazione il rischio sarebbe quello di un doppio pagamento. La procedura stabilisce che il destinatario di una fattura irregolare ha 30 giorni dalla registrazione per regolarizzare la posizione tramite un documento integrativo. I 30 giorni scattano dalla registrazione e non dalla ricezione della fattura. Ma quali sono gli errori sanabili? Se l’operazione è inesistente la fattura non va registrata. Gli errori rilevanti sono quelli relativi agli elementi obbligatori della fattura, sostanziali e formali. Alcuni incidono sull’imponibile e/o sull’imposta. Esistono anche errori ‘formali’ che se non sanati comportano sanzioni fisse. Anche per le operazioni in reverse charge si può regolarizzare la fattura errata per evitare le sanzioni fisse. Regolarizzabile anche la fattura con Iva in misura superiore a quella effettiva.

Beni strumentali, l’agevolazione scatta se utilizzati per produrre
Marco Nessi e Roberto Torelli - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 21
Con la sentenza 930/26/2020, depositata lo scorso 8 giugno, la Commissione tributaria regionale della Lombardia ha affermato che per la deducibilità fiscale di beni considerati strumentali è necessaria la dimostrazione della loro effettiva entrata in funzione. Per lo sgravio non è sufficiente l’iscrizione in bilancio tra i beni strumentali e il verbale di installazione. Nel caso esaminato, una società, produttrice di attrezzature e macchinari decideva anziché di venderli, di utilizzarli nel processo produttivo. Da ciò la contabilizzazione delle attrezzature e dei macchinari tra i beni strumentali ammortizzabili. L’Ufficio contestava la scelta affermando che questi beni non andavano classificati tra le ‘immobilizzazioni’ ma tra i ‘beni-merce’ destinati alla vendita. La Ctr ha confermato che spetta al contribuente provare l’effettiva immissione dei beni nel ciclo produttivo. Non basta la semplice iscrizione in bilancio dei beni come strumentali e l’avvio del collaudo degli stessi.

Bonus vacanze con regole d’uso
Francesco Campanari - Italia Oggi - pag. 7
Dalla lettura congiunta della circolare n. 18/E e del provvedimento n. 237174 emanati dall’Agenzia delle Entrate pochi giorni fa emerge che il credito d’imposta per le vacanze è utilizzabile dal giorno successivo alla conferma dello sconto da parte dell’esercente mediante compensazione in F24 con utilizzo del codice tributo ‘6915’ spendibile una sola volta e presso un’unica struttura senza possibilità di frazionamento né richiesta di rimborso. Un solo componente del nucleo familiare potrà farne richiesta a prescindere dal numero dei componenti che lo compongono e che utilizzeranno il servizio. Possono avvalersi del tax credit vacanze i nuclei con Isee non superiore a 40mila euro. Il bonus è fruibile per l’80% presso la strutture ricettiva sotto forma di sconto e per il 20% come detrazione d’imposta. I nuclei composti da tre o più persone avranno diritto a 500 euro, 300 euro per i nuclei di due persone e 150 euro per una sola persona. La procedura prevede il possesso della Spid o della carta d’identità elettronica e l’app denominata ‘Io’.

Fondi all’export, sale l’appeal
Roberto Lenzi - Italia Oggi - pag. 8
Aumenta il fondo perduto grazie alla maggiorazione degli importi ammissibili per singolo soggetto. E’ quanto prevede il decreto Rilancio che sta per essere convertito in legge. Ad anticiparlo Sace Simest con una informativa che fa una panoramica sulle opportunità contenute nel decreto. Simest metterà a disposizioni di imprese, grandi e pmi, una serie di strumenti finalizzati all’internazionalizzazione. Previsto un finanziamento a tasso agevolato per la realizzazione di un ufficio, show room, negozio o corner in un Paese extra Ue e relative attività promozionali. L’importo massimo finanziabile può raggiungere il 100% del totale preventivato e non può superare il 25% del fatturato medio dell’ultimo biennio dell’impresa richiedente. Il progetto può essere presentato con una spesa minima di 50mila euro fino a 4 milioni di euro. L’esposizione massima dell’impresa non potrà essere superiore al 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci dell’impresa stessa approvati e depositati. Durata massima del finanziamento, sei anni.

Forfetari, regime speciale Iva per gli scambi intraUe di beni
Franco Ricca - Italia Oggi - pag. 12
In ambito Iva, il regime forfetario prevede disposizioni speciali per gli scambi intracomunitari di beni, derogatorie rispetto al principio della tassazione a destinazione, ma non per i servizi, che rimangono sottoposti alle regole comuni. Mentre infatti le cessioni verso altri paesi Ue effettuate dai contribuenti forfetari non costituiscono operazioni intracomunitarie, ma cessioni interne, le prestazioni generiche effettuate dagli stessi contribuenti nei confronti di operatori stabiliti all’estero non si considerano territoriali in Italia e sono assoggettate all’imposta nel paese Ue del committente. In base alle regole unionali vigenti, il regime di franchigia Iva si applica soltanto alle operazioni ricadenti nel territorio del paese in cui è stabilito il soggetto che se ne avvale. Tra qualche anno questa regola cambierà e il regime speciale potrà varcare i confini per applicarsi a tutte le operazioni effettuate in area Ue.

Reato collettivo ad alto rischio
Stefano Loconte e Giulia Maria Mentasti - Italia Oggi - pag. 14
Anche se i reati tributari sono già prescritti, resta alto il rischio di condanna per associazione a delinquere. E’ quanto statuito dalla Cassazione penale con la sentenza n. 17276/2020, nell’ambito di un procedimento che ha visto i legali rappresentanti di varie società a responsabilità limitata condannati per il reato di associazione per delinquere di cui all’articolo 416 Codice penale, finalizzato alla commissione dei reati tributari di emissione e utilizzo di fatture inesistenti, alla luce del collegamento individuato tra le diverse società e del legame intercorrente tra i loro legali rappresentanti, tale da far ritenere la sussistenza di un piano criminoso, di un accordo volto all’evasione fiscale. I giudici del Palazzaccio hanno chiarito che le vicende processuali dei reati-scopo non incidono sulla struttura autonoma dell’associazione a delinquere, né sulla configurazione degli estremi costitutivi del delitto.

Sanzioni fiscali, cumulo esteso
Sergio Trovato - Italia Oggi - pag. 15
Con la sentenza 1303 dello scorso 19 maggio la Ctr di Roma ha affermato che il cumulo giuridico delle sanzioni si applica anche ai tributi locali e non solo ai tributi erariali. Se un contribuente non presenta al Comune la dichiarazione Tarsu, Tari, Imu o relativa ad altri tributi locali, commette più violazioni. Le violazioni si ripetono per ciascuna annualità, ma deve essere assoggettato al pagamento di un’unica sanzione con gli aumenti previsti dalla legge. Si applica il cumulo giuridico solo se più favorevole rispetto al cumulo materiale, che comporta l’irrogazione di una sanzione per ogni annualità.

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