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Martedì, 28 Gennaio , 2020
Ruffini alle Entrate, Minenna ai Monopoli
Mario Sensini - Corriere della Sera - pag. 33
Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla nomina di Ernesto Maria Ruffini al vertice dell’Agenzia delle Entrate, di Marcello Minenna alle Dogane e Monopoli e di Antonio Agostini al Demanio. Domani arriverà il parere obbligatorio della Conferenza Stato-Regioni, poi le nomine dovranno essere confermate da Palazzo Chigi e ratificate dal Capo dello Stato. Rispetto alle previsioni della vigilia c’è stato un avvicendamento tra Minenna, fino ad ieri indicato al Demanio ed Agostini, che era dato per certo alle Dogane. Per Ruffini si tratta di un ritorno alle Entrate dopo un anno di assenza, al posto del Generale Antonino Maggiore. Dovrà occuparsi da subito dell’annoso problema degli assetti dirigenziali che si trascina da anni. Tra i suoi compiti quello di assicurare, nel 2020, entrate dalla lotta all’evasione pari a 14,4 miliardi più i 3 previsti dalla legge di Bilancio. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘Ruffini alle Entrate, Minenna alle Dogane’ – pag. 2 e Italia Oggi: ‘Minenna alle Dogane, Ruffini alle Entrate e Agostini al Demanio’ – pag. 23)

Cambiano Reddito e Quota 100 Subito il nodo prescrizione Crescita cercasi
D.Colombo, M.Ludovico, M.Mobili, G.Negri, G.Pogliotti, M.Rogari,G.Santilli,G.Trovati e C.Tucci - Il Sole 24 Ore - pag. 3
Il Governo è intenzionato a rilanciare la propria azione e pensa ad una ‘fase due’. Priorità sono il nodo prescrizione e il dossier autostrade. Seguono gli interventi su Quota 100, sul reddito di cittadinanza e sul decreto dignità. Infine, c’è il capitolo crescita tutto da inventare e la riforma dell’Irpef. Saranno decisivi per valutare la bontà dell’azione di rilancio. Sulle pensioni l’obiettivo è arrivare a una soluzione ‘strutturale e di orizzonte quantomeno decennale’ ha detto ieri la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo. I tavoli tecnici di confronto partiranno il 3 febbraio con un focus sulle pensioni di garanzia per i giovani, il 7 proseguiranno sulle rivalutazioni delle pensioni vigenti. Il 10 si affronterà il nodo della flessibilità in uscita alternativa a Quota 100. Il 19 la discussione verterà sulle pensioni complementari. L’Esecutivo sembra intenzionato a superare la legge Fornero ma non si sa se la riforma partirà dal 2021 o dal 2022. Tutto dipende dalle risorse.

Confisca per sproporzione anche dopo il patteggiamento
Antonio Iorio - Il Sole 24 Ore - pag. 22
Una tra le novità più importanti e delicate contenute nel decreto fiscale in materia di reati tributari è l’estensione a quest’ultimi (ma a quelli più gravi) del sequestro per sproporzione o allargato e, in caso di condanna o patteggiamento della pena, della confisca. Viene introdotta cioè la possibilità di confiscare denaro, beni o altre utilità di cui il condannato non possa giustificare la provenienza o di cui, anche per interposta persona fisica o giuridica, risulta essere titolare o avere la disponibilità a qualsiasi titolo in valore sproporzionato al proprio reddito dichiarato o alla propria attività economica. Viene dunque meno il nesso di pertinenzialità o di continenza che ordinariamente deve sussistere tra beni sequestrati e reato. Questa nuova misura trova origine nel contrasto alla criminalità organizzata per aggredire la ricchezza non giustificata ritenuta frutto dell’accumulazione illecita. La stretta si applica a partire dalle condotte poste in essere dopo il 25 dicembre 2020.

Il ‘Clifo’ non basta a dimostrare l’evasione fiscale
Laura Ambrosi - Il Sole 24 Ore - pag. 22
L’elenco clienti e fornitori presente nell’anagrafe tributaria da cui risultano acquisti e vendite dell’imprenditore non basta a dimostrare l’evasione di imposte nel reato di omessa dichiarazione. Servono prove che evidenziano il superamento della soglia. E’ quanto si legge nella sentenza n. 3163 depositata ieri della Corte di cassazione. Ad un imprenditore era stato contestato il reato di omessa presentazione della dichiarazione. Dai dati presenti nell’applicativo ‘Clifo’ risultava che l’impresa avesse emesso e ricevuto fatture dalle quali scaturiva un imponibile da assoggettare a tassazione. Da questi dati era stata determinata un’imposta evasa superiore alla soglia di rilevanza penale. Per i giudici del Palazzaccio l’intera contestazione era fondata sui dati rinvenuti dal ‘controllo incrociato’ ossia dal riscontro dell’anagrafe tributaria.

Iperammortamento, l’acconto versato congela le regole a cavallo tra due anni
Giorgio Gavelli - Il Sole 24 Ore - pag. 23
La Dre Emilia-Romagna in una risposta ad una richiesta di consulenza giuridica presentata dall’Ordine dei commercialisti di Forlì ha fornito un chiarimento in materia di iperammortamento. Nel caso di accettazione dell’ordine del venditore e versamento di un acconto pari almeno al 20% del costo di acquisto in un periodo d’imposta, le regole vigenti in questo periodo non cambiano, anche se la consegna del bene avviene oltre il termine di legge, in presenza di una diversa disciplina. Il chiarimento è applicabile anche nel passaggio tra maggiorazione del costo in vigore fino al 2019 e credito d’imposta vigente nel 2020. E’ bene ricordare che l’ultima manovra di Bilancio (legge n. 160/2019) ha trasformato l’agevolazione in un credito di imposta (nel limite di 10 milioni di euro) applicabile agli investimenti 2020 o realizzati entro il 30 giugno 2021 se prenotati nel 2020.

Revisori chiamati a fine anno: il 2020 è il primo esercizio
Nicola Cavalluzzo e Valentina Martignoni - Il Sole 24 Ore - pag. 24
Assonime interviene sull’obbligo di nomina dell’organo di controllo nelle Srl e risolve il caso delle nomine avvenute a ridosso del 16 dicembre 2019. Secondo l’Associazione, poiché la nomina potrebbe essere stata fatta a ridosso della scadenza prevista, il revisore non sarebbe in grado di effettuare tutte le attività previste e conseguentemente il primo esercizio da revisionare sarà il successivo ossia il 2020 e la nomina dovrà riguardare il triennio 2020-2022. Parliamo dell’obbligo di nomina del revisore nelle Srl che per due esercizi consecutivi hanno superato uno dei limiti previsti dal nuovo articolo 2477 c.c. e che hanno atteso il maggior termine di nove mesi per provvedere alla nomina. Restano dubbi sulla possibilità di pubblicare il bilancio 2019 senza la relazione del revisore poiché l’obbligo di nomina è scattato con l’approvazione del bilancio 2018 in cui è stato verificato il superamento per due esercizi di uno dei limiti.

La Gdf mappa l’evasione fiscale
Andrea Bongi - Italia Oggi - pag. 23
Una guida della Guardia di finanza traccia i confini geoeconomici dell’evasione fiscale. Sotto la lente sono finite le cooperative di produzione e lavoro e i loro consorzi, gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica. In merito alle aree più a rischio, l’Italia sotto osservazione è quella nordoccidentale e centrale. In Lombardia, Lazio, Campania e Veneto si concentrano maggiormente le frodi Iva. La ripartizione del rischio di frodi Iva sui vari settori di attività vede al primo posto le ‘Attività artistiche sportive, di intrattenimento e divertimento’ con una percentuale di rischiosità del 41,06% seguite dal ‘Commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motovecicli’ (11,58%). Al terzo posto troviamo l’attività di ‘Estrazione di minerali da cave e miniere’ (9,85%).

Prescrizione in 5 anni ( non 10)
Debora Alberici - Italia Oggi - pag. 24
Anche dopo le nuove regole della rottamazione ter i crediti previdenziali affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione si prescrivono in 5 anni e non in 10. A chiarirlo è la Corte di cassazione con l’ordinanza n. 1824 del 27 gennaio 2020. Secondo i giudici di piazza Cavour il conferimento al concessionario della funzione di procedere alla riscossione dei crediti non determina il mutamento della natura del credito previdenziale e assistenziale. Né potrebbe determinarsi una modifica del regime prescrizionale che per i contributi sarebbe incompatibile con il principio di ‘ordine pubblico’ dell’irrinunciabilità della prescrizione.

Il pagamento a rate non ostacola il ricorso
Luca Labano - Italia Oggi - pag. 24
Il contribuente può presentare ricorso anche se ha deciso di rateizzare il dovuto. E’ quanto si legge nell’ordinanza n. 2979 dello scorso 15 novembre. I giudici con l’ermellino hanno deciso che il termine per l’inoltro del ricorso a seguito della richiesta di rateizzazione è da considerarsi ordinario e non perentorio. Nel caso analizzato l’ufficio notificava ad una sas e ai soci distinti avvisi di accertamento per l’anno 2007 con i quali, disconoscendo la deducibilità di costi, recuperava a tassazione maggiori imposte ai fini Ires, Irap e Iva a carico della società e maggiore Irpef a carico dei soci. Il ricorso veniva parzialmente accolto dalla commissione di merito. Avverso tale decisione la società e i soci presentavano ricorso per cassazione.

Iva in mano alla controllante
Giulia Provino - Italia Oggi - pag. 26
Sulla liquidazione dell’imposta di gruppo l’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 15 dello scorso 24 gennaio, ha chiarito che la società controllante determina l’importo dell’acconto annuale nella liquidazione Iva di gruppo ed effettua il versamento. Nel caso di procedura di liquidazione dell’Iva di gruppo, la determinazione ed il successivo versamento dell’acconto annuale deve essere effettuato dalla società controllante sulla base degli importi comunicati dalle singole società che partecipano alla procedura stessa. Spetta alla società controllante, in qualità di soggetto deputato al calcolo dell’acconto, determinare l’importo dell’acconto sulla base degli importi comunicati dalle singole società che partecipano alla procedura, dopo aver provveduto alla compensazione delle ‘risultanze a debito con quelle a credito’ delle società partecipanti alla procedura di liquidazione Iva di gruppo.

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